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Storia del bottone





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La storia del bottone nei secoli
  di Scirocchi Claudio
 

Il bottone nacque in Francia nel tredicesimo secolo, ma sul finire dell'800 la moda francese era all'apice del suo splendore soprattutto grazie allo stile liberty e all’art déco.
Fino alla fine degli anni ‘30 i bottoni erano confezionati con resine naturali e madreperla e avevano svariate forme e decorazioni, addirittura vi potevano essere rappresentati anche cose ed animali; per esempio alcuni bottoni degli anni ‘20 raffiguravano una nave in partenza e un marinaio, cioè simbolo dell'immigrazione.
Rispetto agli inizi del secolo, i bottoni in questi anni subiscono un decadimento continuo soprattutto nella loro qualità ed in particolare negli anni ’40, quando a causa della guerra non vi erano più materiali pregiati e per realizzarli veniva utilizzato quasi esclusivamente il legno.
Finita la guerra si ritorna a vivere ed a produrre, e così si hanno di nuovo molte varietà di bottoni soprattutto in galatite e stoffa.
Nel 1950 la moda della tunica mette in crisi il bottone perché non necessario, anche se si tratterà di un periodo breve, in questo decennio vengono prodotti molti bottoni di grandi dimensioni. Negli anni ‘60 grazie allo sviluppo economico italiano si creano bottoni bellissimi, eleganti e pregiati, portando le firme di grandi stilisti come Armani e Valentino.
I benestanti di questo periodo ostentavano la loro ricchezza in modo sfacciato, questo scatenò soprattutto da parte dei giovani la contestazione del ’68, la quale a sua volta portò ad una nuova crisi economica che colpì anche il settore dei bottoni che così scompaiono quasi del tutto, tranne quelli puramente funzionali. Nei primi anni ‘70 le ditte produttrici di bottoni cercano di reagire alla crisi producendo bellissimi oggetti economici ma la clientela, per difendere la propria privacy, era interessata a bottoni poco evidenti.
Nel frattempo si affermavano i jeans e gli abiti in stile militare, soprattutto tra i giovani, così le guarnizioni erano composte da fibbie, catene e bottoni di piombo. Ma anche questo periodo di crisi collettiva passa e sotto la spinta del governo Craxi, amante del lusso, nasce un nuovo miracolo economico.
Gli stilisti di moda italiani sono sulla cresta dell'onda e con loro i bottoni ritornano protagonisti.
Dal 1985/86 al 1992 i bottoni fatti industrialmente raggiungono una bellezza ed una ricchezza unica. Per l'acquisto dei bottoni per un abito si arriva a spendere anche Lit 100.000. Nel 1992 scoppia lo scandalo nazionale di “tangentopoli” e ricomincia la crisi che dura ancora, agli inizi del 2000.
I bottoni scompaiono un'altra volta e si ritorna al funzionale. Ma non è solo la crisi economica a giustificare quella totale del bottone, le cause sono diverse. Le più importanti derivano dal fatto che gli stilisti hanno cambiato il modo di vestire della donna e nei nuovi modelli i bottoni non esistono e per questo le sarte cominciano pian piano a scomparire. Di conseguenza le mercerie iniziano a chiudere e la produzione industriale non può più andare avanti se non esiste consumo.
Le ditte produttrici provano a presentare bottoni bellissimi fatti con materiali trasparenti o naturali come il legno, le madreperle lavorate a mosaico, il sughero, eccetera.. ma la crisi è pesante e si vedono solo bottoni piatti di madreperla verniciata e opacizzata.

Il distretto del bottone:
viene chiamata così l'area compresa tra le province di Bergamo e Brescia, la quale è altamente specializzata nella produzione di bottoni e non solo; infatti anche nel settore tessile - abbigliamento sono i numero uno, fornendo il nostro paese ma anche l'estero.
Le prime produzioni italiane di bottoni a carattere industriale risalgono al 1850. Prima la produzione era artigianale per soddisfare le singole sartorie, ma col passare del tempo alcuni imprenditori cominciarono a creare fabbriche per la produzione dei bottoni e già agli inizi del ‘900 l'Italia superò la Germania, la quale fino ad allora aveva il primato in questo settore. In breve tempo sorsero importanti stabilimenti nel bergamasco, bresciano e piacentino.
In Italia il primo stabilimento per la produzione dei bottoni fu fondato a Palazzolo sull'Oglio nel 1857 da Eduardo Tacchini, il quale fondò la prima fabbrica, la Tacchini e Fanti, che dopo circa venti anni venne assorbita dalla SAMB (società anonima manifattura bottoni). Così negli anni si è verificata una gemmazione di industrie che si sono poi specializzate ognuna nella produzione di un tipo di bottone: sintetico, naturale, in metallo, ecc..

   
 
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