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La seta è una fibra di origine animale prodotta dal
baco da seta.
Il baco appena nato è un verme che mangia unicamente le foglie di
gelso. In 3-4 settimane diventa adulto ed inizia a cercare un posto
dove preparare il bozzolo.
Da un'apertura situata sotto la bocca del baco secerne una bava
sottilissima che, a contatto con l'aria si solidifica e che, guidata
con movimenti ad otto della testa, si dispone in strati formando il
bozzolo.
Il baco impiega 3-4 giorni per preparare il bozzolo formato da circa
20-30 strati concentrici costituiti da un unico filo.
All'interno del bozzolo, il baco si trasforma in crisalide e poi in
farfalla.
In natura la farfalla esce dal bozzolo, vive il tempo necessario alla
fecondazione e alla deposizione delle uova e poi muore.
Nella coltivazione dei bachi, per non sciupare la continuità del filo,
i bozzoli vengono messi in acqua bollente per uccidere la crisalide.
Una spatola toglie gli strati esterni del bozzolo, poi trovati i capi
dei singoli bozzoli, sia arrotola il filo di seta sugli aspi.
Ci sono tre diversi tipi di filo di seta:
La seta tratta dall'allevamento, che è la più regolare è di massimo
impiego.
La seta tussah ottenuta da bozzoli di bachi che vivono allo stato
naturale, con filo grosso ed irregolare.
La seta doppia (shantug) ottenuta dal fenomeno naturale di due bachi
che filano insieme lo stesso bozzolo, il cui filo presenta delle “fiammature”.
Il baco da seta secerne un filamento continuo lungo circa 1,5 km con
il quale forma il bozzolo che gli serve da protezione durante la
metamorfosi. Il filamento è formato da due bavelle di fibroina
(presente per circa l'80% in peso) avvolte nella sericina (20% circa).
Quest'ultima viene eliminata durante un processo chiamato
“sgommatura”.
Al microscopio la fibra ha un aspetto regolare molto simile a quelle
delle fibre sintetiche.
La sericina può essere eliminata trattando il filo di seta con acqua
calda: questo trattamento migliora la lucentezza, la flessibilità e la
“mano” della fibra.
A seconda della quantità di sericina eliminata possiamo avere:
- la seta sgommata o cruda, quando la sericina è rimossa del
tutto;
- la seta raddolcita o “souplè”, nella quale la sericina è stata
tolta solo in parte.
Nel caso della seta si può fare un trattamento di
“caricatura” che serve a migliorare la resistenza della fibra, che era
stata compromessa con il processo di sgommatura.
Una caratteristica particolare di questa fibra è la lunghezza del
filamento: può arrivare facilmente ai 700-800 m. Questa la rende la
fibra animale più lunga.
Per produrre un filo di seta occorrono 4-8 bozzoli, i filati che si
ottengono sono:
1)Organzino, è formato da un ritorto in un senso accoppiato e ritorto
con un altro filo nel senso opposto (quattro giri al centimetro),
usato per l'ordito.
2)Crepe, è simile all’organzino ma più fittamente ritorto, (da 16 a 32
giri al centimetro) per tessuti crèpe, cioè increspati.
3)Ritorto per trama: è composto da uno più fili e ritorto in un solo
senso (da 8 a 16 giri al centimetro).
4)Ritorto singolo: ritorto in un senso con un numero di torsioni
variabili a seconda della qualità, per tessuti lisci e sottili.
5)Bourette: ottenuto dai cascami, la peluria della parte esterna o
interna del bozzolo, viene filata dopo cardatura, filato grosso e
irregolare non ha le caratteristiche di finezza e lucentezza della
bava.
6)Tussah: è quella che si ricava dalla dipanatura dei bozzoli da
bruchi che vivono allo stato selvatico.7)Doppione: bava di seta
doppia, prodotta da due bachi che formano il bozzolo insieme,
rarissima, è il materiale che originalmente componeva lo shantung.
8)Shappe: si produce con i bozzoli danneggiati (dove non è possibile
avere la bava continua) e Cascami di lavorazione.
9)Filaticcio: filo di seta che si ricava dai bozzoli sfarfallati, cioè
bucati dall'uscita della farfalla.
La seta riflette la luce con uno splendore inimitabile e assorbe
facilmente le tinture con grandi ricchezze di sfumature. L'elasticità
del filo di seta dà al tessuto una particolare resistenza ed il
semplice contatto dell'aria gli consente di mantenere la sua
freschezza anche senza stiratura.
Per la sua morbidezza permette una caduta perfetta degli orli ed un
facile drappeggio.
Non resiste alla luce solare e si macchia con il sudore. E anallergica
e trattiene il calore del corpo.
La vera seta si riconosce dal tatto e dal peso, ma in caso di
incertezza basterà bruciare un filo per accertarsene. Se è di seta
brucerà lentamente emanando un odore di corno tipico delle fibre
animali.
È preferibile lavare a secco i capi in seta. In caso di lavaggio in
acqua, prima di immergere interamente i capi, è opportuno verificare
la solidità dei colori bagnando un solo angolo. I capi si lavano con
acqua tiepida e sapone neutro; non si strofinano e non si torcono. Si
risciacquano in acqua tiepida e si stendono ad asciugare in luogo
ventilato e lontano da fonti di calore. Infine si stirano con fero
tiepido. Il crèpe-de-chine è un tessuto in seta che si restringe con
il lavaggio, ma riprende la forma originaria con la stiratura.
La seta è usata principalmente per produrre tessuti pregiati nei
seguenti campi:
-
arredamento: tende e tappezzerie;
-
abbigliamento: cravatte, camice, foulard;
-
biancheria intima soprattutto femminile;
-
arredo sacro e liturgico.
Da alcuni anni la fibroina della seta viene anche
studiata per possibili applicazioni in medicina per la realizzazione
di protesi ma anche riparazioni di tessuti del corpo umano
danneggiati.
La seta viene utilizzata anche dai pittori. La pittura su seta se
eseguita a mano, contrariamente agli articoli stampati può donare
risultati artistici notevoli, grazie anche al suo effetto double-face.
La lavorazione della seta ha origine in Cina, probabilmente già nel
6000 a.C..
Esiste una tradizione orientale che parla di una principessa cinese,
di nome Xi Ling Shi che stava tranquillamente prendendo il tè nel suo
giardino, seduta all’ombra di un gelso, quando nella sua tazza cadde
uno strano bozzolo staccatosi da un ramo dell’albero. Non appena il
bozzolo si inzuppò i fili di cui era composto si staccarono e la
principessa, continuando a tirare quella fibra finissima, scoprì per
caso il filo di seta.
Inizialmente le vesti di seta erano riservate agli imperatori cinesi,
ma il loro uso si estende gradualmente a più ampi strati sociali e a
paesi al di fuori della Cina.
I capi di abbigliamento di seta diventano rapidamente un bene di lusso
ambito e relativamente diffuso in tutte le aree raggiunte dai mercanti
cinesi a causa della loro leggerezza e della loro bellezza.
A causa dell’elevata domanda dei prodotti di seta, questa fibra è una
delle merci più importanti per il commercio internazionale fino
all’industrializzazione della sua produzione.
Gli imperatori cinesi si sono sforzati di mantenere la conoscenza
della sericoltura segreta alle altre nazioni, in modo di poter
mantenere il monopolio cinese della produzione della seta.
Nonostante ciò, in epoche successive si sono verificate fughe
dell’arte della lavorazione della seta verso il Giappone, la Corea e
l’India.
In Europa sebbene l’Impero romano conoscesse e apprezzasse la seta, la
conoscenza della sericoltura è già giunta solo intorno al 550,
attraverso l’Impero bizantino;la leggenda dice che i monaci agli
ordini dell’Imperatore Giustiniano furono i primi a portare a
Costantinopoli delle uova di baco da seta nascoste nel cavo di alcune
canne.
L’Italia fu la maggior produttrice europea di seta dal XII secolo, e
le città di Palermo e Catanzaro erano particolarmente conosciute. Il
primato le venne conteso dalla zona di Lione in Francia nel XVII
secolo, nella quale giunsero molti artigiani provenienti da Catanzaro
sotto dominazione francese.
L’allevamento dei bachi fu un importante reddito di supporto
all’economia agricola e la produzione e commercio di tessuti, insieme
a quello della lana, un industria molto redditizia che diede ricchezza
e potere alle corporazioni che la praticavano, l’Arte della seta di
Firenze e in particolar modo a Catanzaro.
La produzione di bozzoli in Italia comincia a declinare nel periodo
tra le due guerre mondiali fino a scomparire dopo l’ultima, a causa di
due fattori:la produzione di fibre sintetiche e il cambiamento
dell’organizzazione agricola.
Con l’industrializzazione la concorrenza estera divenne insostenibile.
Continuarono a produrre grazie alle tecnologie avanzate ed all’alta
qualità dei prodotti destinati alla moda e all’arredamento, le
tessiture e stamperie del centro-nord,che lavoravano seta cinese. Ora
che i paesi asiatici si stano massicciamente industrializzando ed il
loro livello tecnologico e qualitativo si adegua alle esigenze
occidentali, la loro concorrenza è diventata insostenibile, molti
produttori italiani si limitano a commercializzare con i loro marchi
prodotti interamente realizzati all'estero.
La storia della seta è strettamente collegata a quella del raso il
quale era un tessuto molto pregiato, utilizzato per l'abbigliamento e
l'arredamento. Il nome raso deriva da radere (raso = rasato, reso
liscio) ed è un tessuto fine, lucido, uniforme e morbido al tatto. Si
può realizzare anche in fibre sintetiche come il rayon, se in cotone
deve subire una calandratura per conferirgli l'aspetto lucido.
Con il raso si possono ottenere vari tessuti:
-
rasatello, tessuto di cotone in armatura a raso,
peso medio, molto liscio;
-
damasco ha lo sfondo in raso;
-
broccato ha trame aggiuntive in oro e argento;
-
lampasso, tessuto antico, operato, di un grande
pregio, conosciuto dal X secolo raggiunse la massima diffusione nel
XVI secolo. Ha sfondo in raso con slegature di trame supplementari
che formano il disegno, realizzato in seta era spesso arricchito con
trame d'oro e argento. Pesante e compatto era destinato
all'arredamento.
Il raso è adatto alla confezione di capi
d'abbigliamento fine come cravatte, biancheria intima, camicie, abiti
femminili; si usa per fondere tappezzerie ed arredamento. |