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La seta
  di Nicolosi Domenico
 

La seta è una fibra di origine animale prodotta dal baco da seta.
Il baco appena nato è un verme che mangia unicamente le foglie di gelso. In 3-4 settimane diventa adulto ed inizia a cercare un posto dove preparare il bozzolo.
Da un'apertura situata sotto la bocca del baco secerne una bava sottilissima che, a contatto con l'aria si solidifica e che, guidata con movimenti ad otto della testa, si dispone in strati formando il bozzolo.
Il baco impiega 3-4 giorni per preparare il bozzolo formato da circa 20-30 strati concentrici costituiti da un unico filo.
All'interno del bozzolo, il baco si trasforma in crisalide e poi in farfalla.
In natura la farfalla esce dal bozzolo, vive il tempo necessario alla fecondazione e alla deposizione delle uova e poi muore.
Nella coltivazione dei bachi, per non sciupare la continuità del filo, i bozzoli vengono messi in acqua bollente per uccidere la crisalide.
Una spatola toglie gli strati esterni del bozzolo, poi trovati i capi dei singoli bozzoli, sia arrotola il filo di seta sugli aspi.
Ci sono tre diversi tipi di filo di seta:
La seta tratta dall'allevamento, che è la più regolare è di massimo impiego.
La seta tussah ottenuta da bozzoli di bachi che vivono allo stato naturale, con filo grosso ed irregolare.
La seta doppia (shantug) ottenuta dal fenomeno naturale di due bachi che filano insieme lo stesso bozzolo, il cui filo presenta delle “fiammature”.
Il baco da seta secerne un filamento continuo lungo circa 1,5 km con il quale forma il bozzolo che gli serve da protezione durante la metamorfosi. Il filamento è formato da due bavelle di fibroina (presente per circa l'80% in peso) avvolte nella sericina (20% circa). Quest'ultima viene eliminata durante un processo chiamato “sgommatura”.
Al microscopio la fibra ha un aspetto regolare molto simile a quelle delle fibre sintetiche.
La sericina può essere eliminata trattando il filo di seta con acqua calda: questo trattamento migliora la lucentezza, la flessibilità e la “mano” della fibra.
A seconda della quantità di sericina eliminata possiamo avere:

  • la seta sgommata o cruda, quando la sericina è rimossa del tutto;
  • la seta raddolcita o “souplè”, nella quale la sericina è stata tolta solo in parte.

Nel caso della seta si può fare un trattamento di “caricatura” che serve a migliorare la resistenza della fibra, che era stata compromessa con il processo di sgommatura.
Una caratteristica particolare di questa fibra è la lunghezza del filamento: può arrivare facilmente ai 700-800 m. Questa la rende la fibra animale più lunga.
Per produrre un filo di seta occorrono 4-8 bozzoli, i filati che si ottengono sono:
1)Organzino, è formato da un ritorto in un senso accoppiato e ritorto con un altro filo nel senso opposto (quattro giri al centimetro), usato per l'ordito.
2)Crepe, è simile all’organzino ma più fittamente ritorto, (da 16 a 32 giri al centimetro) per tessuti crèpe, cioè increspati.
3)Ritorto per trama: è composto da uno più fili e ritorto in un solo senso (da 8 a 16 giri al centimetro).
4)Ritorto singolo: ritorto in un senso con un numero di torsioni variabili a seconda della qualità, per tessuti lisci e sottili.
5)Bourette: ottenuto dai cascami, la peluria della parte esterna o interna del bozzolo, viene filata dopo cardatura, filato grosso e irregolare non ha le caratteristiche di finezza e lucentezza della bava.
6)Tussah: è quella che si ricava dalla dipanatura dei bozzoli da bruchi che vivono allo stato selvatico.7)Doppione: bava di seta doppia, prodotta da due bachi che formano il bozzolo insieme, rarissima, è il materiale che originalmente componeva lo shantung.
8)Shappe: si produce con i bozzoli danneggiati (dove non è possibile avere la bava continua) e Cascami di lavorazione.
9)Filaticcio: filo di seta che si ricava dai bozzoli sfarfallati, cioè bucati dall'uscita della farfalla.
La seta riflette la luce con uno splendore inimitabile e assorbe facilmente le tinture con grandi ricchezze di sfumature. L'elasticità del filo di seta dà al tessuto una particolare resistenza ed il semplice contatto dell'aria gli consente di mantenere la sua freschezza anche senza stiratura.
Per la sua morbidezza permette una caduta perfetta degli orli ed un facile drappeggio.
Non resiste alla luce solare e si macchia con il sudore. E anallergica e trattiene il calore del corpo.
La vera seta si riconosce dal tatto e dal peso, ma in caso di incertezza basterà bruciare un filo per accertarsene. Se è di seta brucerà lentamente emanando un odore di corno tipico delle fibre animali.
È preferibile lavare a secco i capi in seta. In caso di lavaggio in acqua, prima di immergere interamente i capi, è opportuno verificare la solidità dei colori bagnando un solo angolo. I capi si lavano con acqua tiepida e sapone neutro; non si strofinano e non si torcono. Si risciacquano in acqua tiepida e si stendono ad asciugare in luogo ventilato e lontano da fonti di calore. Infine si stirano con fero tiepido. Il crèpe-de-chine è un tessuto in seta che si restringe con il lavaggio, ma riprende la forma originaria con la stiratura.
La seta è usata principalmente per produrre tessuti pregiati nei seguenti campi:

  • arredamento: tende e tappezzerie;

  • abbigliamento: cravatte, camice, foulard;

  • biancheria intima soprattutto femminile;

  • arredo sacro e liturgico.

Da alcuni anni la fibroina della seta viene anche studiata per possibili applicazioni in medicina per la realizzazione di protesi ma anche riparazioni di tessuti del corpo umano danneggiati.
La seta viene utilizzata anche dai pittori. La pittura su seta se eseguita a mano, contrariamente agli articoli stampati può donare risultati artistici notevoli, grazie anche al suo effetto double-face.
La lavorazione della seta ha origine in Cina, probabilmente già nel 6000 a.C..
Esiste una tradizione orientale che parla di una principessa cinese, di nome Xi Ling Shi che stava tranquillamente prendendo il tè nel suo giardino, seduta all’ombra di un gelso, quando nella sua tazza cadde uno strano bozzolo staccatosi da un ramo dell’albero. Non appena il bozzolo si inzuppò i fili di cui era composto si staccarono e la principessa, continuando a tirare quella fibra finissima, scoprì per caso il filo di seta.
Inizialmente le vesti di seta erano riservate agli imperatori cinesi, ma il loro uso si estende gradualmente a più ampi strati sociali e a paesi al di fuori della Cina.
I capi di abbigliamento di seta diventano rapidamente un bene di lusso ambito e relativamente diffuso in tutte le aree raggiunte dai mercanti cinesi a causa della loro leggerezza e della loro bellezza.
A causa dell’elevata domanda dei prodotti di seta, questa fibra è una delle merci più importanti per il commercio internazionale fino all’industrializzazione della sua produzione.
Gli imperatori cinesi si sono sforzati di mantenere la conoscenza della sericoltura segreta alle altre nazioni, in modo di poter mantenere il monopolio cinese della produzione della seta.
Nonostante ciò, in epoche successive si sono verificate fughe dell’arte della lavorazione della seta verso il Giappone, la Corea e l’India.
In Europa sebbene l’Impero romano conoscesse e apprezzasse la seta, la conoscenza della sericoltura è già giunta solo intorno al 550, attraverso l’Impero bizantino;la leggenda dice che i monaci agli ordini dell’Imperatore Giustiniano furono i primi a portare a Costantinopoli delle uova di baco da seta nascoste nel cavo di alcune canne.
L’Italia fu la maggior produttrice europea di seta dal XII secolo, e le città di Palermo e Catanzaro erano particolarmente conosciute. Il primato le venne conteso dalla zona di Lione in Francia nel XVII secolo, nella quale giunsero molti artigiani provenienti da Catanzaro sotto dominazione francese.
L’allevamento dei bachi fu un importante reddito di supporto all’economia agricola e la produzione e commercio di tessuti, insieme a quello della lana, un industria molto redditizia che diede ricchezza e potere alle corporazioni che la praticavano, l’Arte della seta di Firenze e in particolar modo a Catanzaro.
La produzione di bozzoli in Italia comincia a declinare nel periodo tra le due guerre mondiali fino a scomparire dopo l’ultima, a causa di due fattori:la produzione di fibre sintetiche e il cambiamento dell’organizzazione agricola.
Con l’industrializzazione la concorrenza estera divenne insostenibile.
Continuarono a produrre grazie alle tecnologie avanzate ed all’alta qualità dei prodotti destinati alla moda e all’arredamento, le tessiture e stamperie del centro-nord,che lavoravano seta cinese. Ora che i paesi asiatici si stano massicciamente industrializzando ed il loro livello tecnologico e qualitativo si adegua alle esigenze occidentali, la loro concorrenza è diventata insostenibile, molti produttori italiani si limitano a commercializzare con i loro marchi prodotti interamente realizzati all'estero.
La storia della seta è strettamente collegata a quella del raso il quale era un tessuto molto pregiato, utilizzato per l'abbigliamento e l'arredamento. Il nome raso deriva da radere (raso = rasato, reso liscio) ed è un tessuto fine, lucido, uniforme e morbido al tatto. Si può realizzare anche in fibre sintetiche come il rayon, se in cotone deve subire una calandratura per conferirgli l'aspetto lucido.
Con il raso si possono ottenere vari tessuti:

  • rasatello, tessuto di cotone in armatura a raso, peso medio, molto liscio;

  • damasco ha lo sfondo in raso;

  • broccato ha trame aggiuntive in oro e argento;

  • lampasso, tessuto antico, operato, di un grande pregio, conosciuto dal X secolo raggiunse la massima diffusione nel XVI secolo. Ha sfondo in raso con slegature di trame supplementari che formano il disegno, realizzato in seta era spesso arricchito con trame d'oro e argento. Pesante e compatto era destinato all'arredamento.

Il raso è adatto alla confezione di capi d'abbigliamento fine come cravatte, biancheria intima, camicie, abiti femminili; si usa per fondere tappezzerie ed arredamento.

   
 
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