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Le fibre tessili possono essere di origine naturale
o chimica. Alla prima categoria appartengono i filati di origine
animale (lana, angora, cachemire) e quelli di origine vegetale
(cotone, lino, canapa, juta).
La fibra più usata nei laboratori umbri è il lino; fibra ottenuta
dalla pianta erbacea Linum. Pianta annuale originaria dell'Egitto e
Asia minore viene infatti ritrovata nelle tombe egizie, utilizzata
oltre che per l'abbigliamento, anche per fasciare le mummie. Anche la
“Sindone” qualunque ne sia la storia è di lino.
I Fenici, celebri mercanti e grandi navigatori, acquistavano il lino
in Egitto, per esportarlo in Irlanda, in Inghilterra e in Bretagna.
Durante il periodo romano, la coltura e la lavorazione di questa
fibra, si sviluppò in tutto l'impero, infatti i romani sono i primi ad
utilizzarla oltre che per l'abbigliamento anche per la casa. Era
tradizione per le giovani donne del nostro paese, fino a mezzo secolo
fa, specialmente nel sud Italia, possedere capi di lino nel corredo
della biancheria da portare in dote al matrimonio.
Il lino è una fibra che si ricava dal fusto; il suo stelo raggiunge
un'altezza di circa 1 m e termina con un fiore a vita breve, molto
bello, di colore fra blue e rosa, il fior di lino.
Dai semi di lino si ricava per estrazione un olio che trova impiego
nella preparazione di vernici.
La pianta di lino viene estirpata dal terreno, in modo da avere la
massima lunghezza della fibra.
Dopo la macerazione avviene la separazione delle fibre tessili dai
residui legnosi e quindi la pettinatura che elimina le impurità.
Le fibre di lino si mescolano a cotone, lana, seta, viscosa,
poliestere e questi filati di mischia, permettono di ottenere molti
tipi di tessuto.
I manufatti di lino provenienti dalle zone di Francia, Belgio e Olanda
sono i migliori.
Il lino è composto per il 70% di cellulosa, non provoca allergie,
assorbe l'umidità e lascia traspirare la pelle. Pertanto è indicato
per la confezione di capi estivi, lenzuola, tovaglie, asciugamani e
fazzoletti.
Molto resistente soprattutto se bagnato; può essere lavato moltissime
volte senza alterarsi, anzi diventa sempre più morbido, cosa
importantissima per i capi di abbigliamento ad uso quotidiano che
richiedono lavaggi frequenti.
Ha bassissima elasticità, pertanto i tessuti in lino non si deformano.
Non è peloso, per cui, se usato come canovaccio in cucina, non lascia
peli sui piatti e bicchieri.
I capi bianchi si lavano in lavatrice a 60°, mentre quelli colorati a
temperature inferiori.
Coltivazione e raccolto
Il lino cresce meglio nei luoghi in cui c'è una buona esposizione
solare, le notti sono fresche e il suolo è caldo e umido.
Il raccolto avviene tra metà luglio e metà agosto.
Il lino per uso tessile deve essere estirpato dal terreno in modo da
assicurare la massima lunghezza utile della fibra. In passato, gli
steli venivano strappati a mano, mentre oggi la stessa operazione è
completamente meccanizzata.
Prodotti finiti
- Nell'abbigliamento: il lino è molto richiesto nel campo della moda,
specialmente per i capi da indossare nel tempo libero. Una camicia, un
abito o un completo di lino danno una sensazione di freschezza che si
apprezza specialmente d'estate. Il lino viene usato persino nella
confezione di accessori, come valige, borse e scarpe, non solo per la
sua bellezza, ma soprattutto per la sua durata.
- Lino per l'arredamento: il lino si sta sempre più affermando
nell'architettura d'interni. I rivestimenti murali in lino sono
apprezzati perché possono essere applicati direttamente sugli intonaci
grezzi e anche su vecchie carte da parati. Ma c'è di più: di regola il
lino si sporca meno di altri tessuti ed essendo antistatico non attira
la polvere. Il lino è usatissimo anche per tende e controsoffitti.
- Biancheria per la casa: non solo per il bel aspetto ma anche per le
sue qualità pratiche perché assorbente e confortevole, il lino occupa
da tempo un posto d’onore nella casa. Particolarmente apprezzata è la
biancheria da letto, da tavola e da bagno in puro lino e misto lino.
Ancora oggi il lino mantiene intatto il suo fascino e viene riproposto
dalla moda sempre con nuovi disegni, colori e lavorazioni. Dopo aver
accompagnato l'uomo per circa 10.000 anni, il lino entra nel terzo
millennio passando dalla porta principale, nella qualità e nella
creatività.
La canapa
Cenni storici
Le cellulosiche fanno parte dei tessuti naturali.
Questi si dividono quindi in animali, vegetali (cellulosiche) e
minerali.
Animali sono cachemire, angora; vegetali come il cotone, canapa, lino
e juta e infine minerali come per esempio l'amianto.
La canapa (Cannabis) è una pianta a fiore che come il luppolo
appartiene alla famiglia delle canabacee.
E’ una pianta erbacea annuale, originaria dell'Asia centrale. In Cina
veniva coltivata già nel terzo millennio A.C., mentre in Europa veniva
coltivata molto più tardi.
La canapa è costituita da cellulosa per il 67%.
In base alla filatura della fibra, la canapa viene impiegata per la
produzione di cordami, sacchi, stuoie, tappeti, lenzuola, tovaglie e
tendaggi.
La buona qualità della canapa italiana consente di avere tessuti di
abbigliamento morbidi e brillanti.
In passato è stata tra le fibre più importanti, ma negli ultimi
decenni la concorrenza di fibre meno costose, come la juta ne ha
ridotto la domanda. Come abbiamo già accennato la canapa è una pianta
erbacea a ciclo annuale. L'altezza varia tra 1,5-2m, ma può arrivare
fino a 5 m.
Presenta una lunga radice e un fusto eretto. Ciascuna foglia è
palmata, composta da 5-13 foglioline lanceolate, a margine dentato,
seghettato.
La pianta germina in primavera e fiorisce in estate inoltrata.
L’ impollinazione avviene tramite il vento; in autunno compaiono i
frutti.
In passato la coltivazione agricola della canapa era comune nelle zone
medio europee.
Durante i secoli del trionfo della vela e delle grandi conquiste
marittime europee, la domanda di tele e cordami assicurò la
straordinaria ricchezza dei comprensori, la cui fertilità assicurava
le canape di qualità migliori per l'armamento navale.
Troviamo tra le terre di canapa, Bologna e Ferrara.
Grazie alla qualità della sua canapa, l’Italia, divenne primo
fornitore della Marina Britanica.
Troviamo infine la canapa come preparato psiotto?: hashish e
marijuana, che sono costituite dalla resina e dalle infiorescenti
della pianta.
Va considerato che è stata per migliaia di anni una pianta medicinale.
Va aggiunto inoltre che la coltivazione industriale è consentita
dietro speciale permesso. La coltivazione non autorizzata è punibile
anche con la reclusione.
La canapa oggi
La fibra tessile di canapa viene ottenuta dai fusti. La canapa è
legata all'espandersi delle Repubbliche Marine che la utilizzavano per
le corde e le vele delle proprie flotte di guerra.
La pianta di canapa oggi può essere lavorata in impianti che
sostituiscono le lunghe faticose lavorazioni manuali di un tempo.
La sua coltivazione richiede pochi pesticidi e fertilizzanti, mentre
il cotone specialmente di pesticidi ne richiede moltissimi. Inoltre la
fibra di canapa è molto più robusta e dura più a lungo.
Attualmente può essere lavorata in modo da renderla sottile quanto si
vuole e viene proposta in sostituzione del cotone e delle fibre
sintetiche.
Dalla canapa si ricavano i semi che contengono proteine di elevato
valore biologico e un olio.
I semi sono proposti come rimedio alla carenza di proteine dei paesi
in via di sviluppo. L’olio è particolarmente ricco di grassi insaturi
ed è l’ideale per correggere la dieta dell'uomo moderno e per
prevenire le malattie cardiocircolatorie.
L'olio viene usato anche nel campo industriale: nelle vernici e
derivati del petrolio. Si possono inoltre fabbricare sapone, cere,
cosmetici, detersivi (biodegradabili) e lubrificanti.
Vengono realizzate con la canapa anche tavole per l'edilizia e
falegnameria che hanno robustezza e flessibilità, ma nello stesso
tempo sono assai più leggere. Troviamo poi questa fibra tessile
nell'abbigliamento ecologico.
Dopo un'accurata ricerca, la canapa si trova nella maglieria esterna
da donna perché rende i capi freschi d’estate (assorbono fino al 95%
dei raggi infrarossi e UVA) e caldi e confortevoli d’inverno,
aggiungendo la lana.
Vengono realizzate borse, portamonete, zaini ed accessori.
Come avviene la lavorazione? Le balle di canapa vengono aperte nei
canapifici al fine di suddividere le fibre a seconda delle loro
caratteristiche.
La fibra è generalmente di colore giallo e una volta selezionata viene
sottoposta a sbiancare mediante solforazione e successivamente viene
riscaldata per ammorbidirla.
Poi c'è la tagliatura, si passa alla pettinatura e poi alla stenditura
per ottenere così un nastro continuo.
L'Italia gode di una buona qualità di canapa, anche se come abbiamo
già detto, negli ultimi decenni, fibre meno costose come la juta ed il
sisal ne hanno ridotto la domanda. |