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La storia: da fazzoletto al collo ad accessorio
La cravatta è un accessorio di abbigliamento che simboleggia
l'eleganza maschile. Consiste di una striscia di tessuto che viene
annodata attorno al colletto della camicia, lasciandone scendere
l'estremità più lunga sul torace.
In molti sostengono che la cravatta discenda direttamente da un pezzo
di stoffa che i legionari romani utilizzavano già nel II secolo d.C..
Se ne ritrova, infatti, una raffigurazione sulla colonna di Traiano a
Roma.
Ma ciò che indossavano i soldati romani ricorda solo da lontano
l'odierna cravatta che, così come la conosciamo oggi, è un'invenzione
del popolo croato.
La parola stessa “cravatta” riporta la nazionalità di provenienza: da
“crotta” si arriverebbe a cravatta.
Era una sorta di “prova della fedeltà” donata dalle mogli ai loro
mariti al momento del saluto prima della partenza degli amati per una
delle numerose guerre.
In modo simbolico, rappresentava la fedeltà di un uomo verso una
donna; sottolineava dunque la fedeltà come virtù morale. Nel 700,
presso le Corti, entrarono a far parte dell'abbigliamento maschile i
fazzoletti, che erano sinonimo di immensa ricchezza.
Tuttavia, il vero prototipo della cravatta attuale è di origine
americana e risale al 1700. E’ la cosiddetta “bandana”, cioè un grande
fazzoletto a disegni che si avvolgeva più volte intorno al collo e si
fissava con un fiocco.
Fu un pugile a renderla popolare: James Belcher.
La prima vera cravatta da club nacque solo in epoca più recente, nel
1880, quando in Inghilterra, a Oxford, i collegiali presero i nastri
dai loro cappelli di paglia e se li legarono al collo con una semplice
nodo.
Nello stesso anno ordinarono al loro sarto cravatte con colori
appropriati e diedero inizio ad una nuova moda che venne accolta con
entusiasmo dalle altre scuole inglesi.
Ancora oggi in Inghilterra indossare una cravatta con i colori di un
college, di una scuola o un club è indice di appartenenza alla buona
società.
Nella sua forma attuale la cravatta moderna esiste, però, dal 1924
anche se è possibile ritrovarne esemplari simili in molte fotografie
che precedono la prima guerra mondiale.
Prima di quella data, tuttavia, questo accessorio veniva tagliato a
drittofilo e foderato con un altro tessuto, pertanto si consumava in
fretta e il nodo creava orribili pieghe.
Fu un newyorkese a trovare una soluzione al problema: tagliò il
tessuto con un angolo di 45° rispetto al drittofilo impiegando tre
strisce di seta cucite insieme.
Successivamente l'innovazione venne brevettata ed esportata in tutto
il mondo.
Ancora oggi le cravatte di buona qualità vengono realizzate con tale
procedimento.
Se in passato la cravatta era considerata il simbolo dell'eleganza
maschile, oggi le cose stanno decisamente cambiando.
Gli stilisti, come Chanel, hanno proposto tale accessorio anche per le
donne. Indossate sopra una camicia, le cravatte più gettonate sono di
raso, considerate molto sexy da molti uomini.
Ovviamente sono di dimensioni ridotte rispetto a quelle maschili e
anche l'effetto, una volta indossato, è nettamente differente.
I tessuti
Le cravatte possono essere i diversi materiali, il più comune è
sicuramente la seta, ma si trovano anche in cachemire, lino e altri
tessuti.
Lana, maglia e flanella non rientrano nell'abbigliamento del classico
gentiluomo, il quale tuttavia indosserebbe una cravatta di tali
tessuti per andare in campagna.
Tuttavia, nella sua versione formale nera o blu scuro, anche quella di
lana o maglia può essere abbinata, nel modo giusto, ad un abito
classico o da sera anche se quella di seta resta il tipo più classico
e ufficiale di cravatta.
Le cravatte di lana sono fatte, in genere, con tessuti di lana
pettinata o cachemire ma esistono anche quelle in misto lana e
cachemire, lana e seta o cachemire e seta.
In ogni caso, al di là del tessuto, quella di lana è molto più calda
della sua sorella in seta pertanto la si indossa soprattutto in
autunno e in inverno come comoda ed elegante alternativa.
Le cravatte migliori sono quelle in pura seta o lana, anche se
l'indicazione 100% seta o cachemire sull'etichetta non dice la verità
sul materiale impiegato. In realtà la dicitura dovrebbe essere “parte
esterna 100% seta o cachemire” perché anche le cravatte più pregiate
hanno un'anima realizzate con un materiale diverso.
Esistono, tuttavia, cravatte che possono veramente vantarsi del
marchio 100% seta: si tratta di costosi capolavori nei quali un
quadrato di seta viene ripiegato sette volte fino ad ottenere la forma
di una cravatta.
Purtroppo non è possibile descrivere le caratteristiche fondamentali
di tale accessorio poiché la sua qualità si mostra solo al tatto.
Di solito, infatti, si consiglia di stropicciare la seta per
verificare se resta sgualcita. La prima impressione al tocco resta
quindi la migliore.
Una caratteristica tipica delle cravatte italiane, che le differenzia
dalle altre, consiste nel foderare le punte delle due estremità con lo
stesso materiale della cravatta: questo è un semplice particolare che,
tuttavia non è indice della qualità della seta.
Come si confeziona una cravatta
Attualmente la cravatta è formata da tre pezzi. La stoffa non viene
più tagliata a mano con le forbici anche se il taglio a macchina viene
eseguito con cura e precisione. Le tre parti della cravatta vengono
cucite a macchina e ciò vale anche per le cravatte rifinite a mano.
Sono ormai pochissimi i cravattai che possono affermare che ogni
cucitura delle loro cravatte è eseguita a mano.
La cravatta contiene un'anima in cotone che le dà il giusto volume e
contribuisce alla consistenza del nodo.
Una cravatta realizzata a mano si distingue principalmente per il
fatto che la cucitura centrale sul lato interno è eseguita mano.
Le due estremità di tale accessorio vengono rifinite con una fodera
colorata dove l'anima si infila come in una tasca. Il passo successivo
è costituito dalla stiratura.
In Italia, maestro della cravatta su misura, è il famoso Marinella di
Napoli, negozio che è meta di pellegrinaggio degli appassionati di
tale accessorio, i quali possono scegliere i motivi, le stoffe ed i
dettagli preferiti e farsi cucire cravatte di ogni dimensione.
Da Marinella si usano soltanto le vecchie forbici per tagliare i
tessuti e si parte sempre da un modello di carta che corrisponde
esattamente ai desideri del cliente. Le peculiarità delle cravatte di
Marinella sono la fodera, che è dello stesso tessuto della cravatta ed
il fatto che le rifiniture sono eseguite completamente a mano,
preceduti prima dalla tradizionale imbastitura con filo bianco.
Una volta eseguita la stiratura, anche questa a mano, la cravatta
viene corredata delle etichette che la identifica come una delle
migliori del mondo.
Il nodo
Il nodo della cravatta deve essere adatto al colletto della camicia.
Non dovrebbe mai essere forzato: un nodo troppo stretto e stropicciato
non è affatto elegante.
Recentemente sono stati contati circa 80 modi diversi di annodare le
cravatte, tutti con un'origine propria.
Quello che conta è conoscere i più diffusi:
Il nodo semplice: è il grande classico dei nodi di cravatta. E’ il
nodo più utilizzato ed è semplice da fare e da disfare. È ideale per
la maggior parte delle cravatte e per quasi tutti i colli di camicia.
Il doppio semplice: è simile al nodo semplice l'unica differenza è
costituita da un secondo passaggio, cioè da un secondo avvolgimento.
Questo nodo è l'ideale per gli uomini di bassa statura. E’ perfetto
per i colli italiani e le cravatte leggermente sottili. Inoltre è
semplice e rapido da realizzare.
Il nodo windsor, di cui il Duca di Windsor lanciò la moda, è un nodo
dallo charme molto inglese.
E’ voluminoso e di conseguenza si porta con colli molto ampi (per
esempio, i colli italiani) e cravatte molto sottili. Affinché sia
realizzato correttamente, il nodo deve essere perfettamente
simmetrico.
Questo nodo è molto complicato da fare.
Il mezzo-windsor è meno spesso e più facile da realizzare rispetto al
windsor. È ideale per le cravatte strette, la seta fine ed i colli
aperti.
Il nodo piccolo, come indica il nome, è piccolo e pertanto si adatta
alle cravatte spesse (per esempio, in seta tessuta) ed ai colli
stretti. Attenzione a non dimenticare di rivoltare di 180° una parte
della cravatta. Questo nodo è molto facile da realizzare.
Il nodo incrociato, utilizzato con le cravatte sottili, è un nodo
molto elegante ma piuttosto complicato da realizzare.
Tra le curiosità è divertente il fatto che alcune persone hanno
ipotizzato che tra nodo e personalità può esservi una certa
corrispondenza. C'è chi sostiene, infatti, che un nodo lento e grosso
sia sinonimo di una persona generosa mentre, al contrario nodo stretto
stia ad indicare una persona un po' sulle sue ed alquanto avara.
Ed ancora, è un uomo ordinato quello che indossa la cravatta con
disegni geometrici piccoli mentre è esuberante quello che la sceglie a
strisce larghe. Cambiare spesso cravatta è sinonimo di un uomo di vari
cambiamenti dello stato d'animo e di idee. Molti uomini di potere
tendono a portare cravatte sobrie con il fondo scuro, convinti di
trasmettere senso di affidabilità.
È importante sottolineare che la cravatta dice agli altri qualcosa in
più su chi la indossa ma che resta sempre il simbolo dell'eleganza
maschile per eccellenza.
La cravatta a farfalla
La cravatta a farfalla o cravattino, è una parente stretta della
cravatta ma diversamente da quest'ultima nella forma richiama ancora
il suo antenato, ovvero il fazzoletto da collo.
L'oggetto è anche noto con i seguenti nomi:
- Farfalla
- Con termine francese, come papillon
- Solo per quello nero, da indossare con lo smoking si usa
cravatta nera (o con il termine inglese black tie).
Nel corso del tempo, tuttavia, questo accessorio è quasi del tutto
scomparso, infatti i perlopiù lo indossano solo con lo smoking e il
frac, facendoselo annodare dalla moglie o da un amico!
La cravatta a farfalla consiste in un fiocco, simmetrico e di
dimensioni contenute, che chiude, analogamente alla cravatta, il
colletto della camicia.
L'indumento può essere sostanzialmente di due tipi:
Il tipo tradizionale da annodare. Questo è costituito da un nastro che
si allaccia con nodo del tutto analogo al nodo delle scarpe.
Il tipo premontato, in versione a spilla oppure a collare.
La cravatta a farfalla può essere realizzata in diversi materiali, in
seta, cotone, lana o altro, e con differenti disegni geometrici o a
fantasia, esattamente come la cravatta.
Di fatto, il papillon, è una curiosità che tutti provano almeno una
volta nella vita per poi abbandonarlo di nuovo. In ogni caso essa è
diventata così rara al giorno d'oggi da suscitare immediatamente la
curiosità altrui non appena si nota.
Tuttavia il cravattino offre anche qualche vantaggio: questo, infatti,
è più difficile da sporcare ed è l’unica alternativa per coloro che
non amano la cravatta ma che vogliono comunque essere vestiti in modo
corretto.
Coclusioni
Forse in passato indossare una cravatta era quasi considerato uno
sforzo: scomoda, stringe al collo e fare il nodo è impossibile! In
estate, inoltre, è proprio intollerabile, e invece va indossata lo
stesso!
Queste erano le frasi più ricorrenti tra chi non apprezzava il suo
utilizzo.
Basta ricordare che anche di recente, verso la fine di luglio 2007, il
Ministro della salute Livia Turco ha emanato una circolare con cui
esonerava i dipendenti pubblici e privati dal mettere la cravatta per
via del caldo eccessivo.
Se da alcuni è vissuto con uno sforzo, oggi invece stiamo assistendo
ad un vero e proprio boom della cravatta: grazie ai diversi modelli
proposti, essa sta andando sempre più incontro a coloro che per lavoro
o per piacere fanno utilizzo di tale accessorio.
Storicamente lo scopo della cravatta era quello di coprire il collo e
di ripararlo dagli sbalzi di temperatura.
Con il trascorrere dei secoli, ha perso questo utilizzo, ma ha
acquisito un notevole fascino, diventando un accessorio che oltre a
dare eleganza, permette di dare un tocco di personalità al proprio
abito, specialmente in quelle professioni in cui ogni giorno bisogna
indossare un vestito elegante.
Nel Parlamento italiano è d'obbligo portare la cravatta, tanto che,
per sfida a questa regola il senatore Speroni indossava le cravatte
più impensabili, con disegni di animali e texana di cuoio.
Nonostante molteplici tentativi per farla scomparire, la cravatta
riesce ad essere sempre sulla scena, poiché rappresenta l'unico
elemento di distinzione per un uomo, il dettaglio che permette di
esprimere la propria personalità, soddisfacendo anche un nascosto
bisogno di vanità.
Oggi l'Italia, si pone come paese leader per la produzione di questo
accessorio, soprattutto per quanto riguarda la fascia medio-alta. |