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Il cotone, come il lino e la lana, è una fibra
naturale e come tale, è costituita principalmente da cellulosa, dalla
quale deriva la capacità di assorbire una grande quantità di acqua.
È una pianta di origine tropicale il cui frutto è di forma ovoidale.
Questa sorta di capsula si apre in circa quattro o cinque valve
contenenti i semi: ricoperti da una peluria formata da cellulosa, più
o meno lunghi, costituiscono la bambagia che è la parte dalla quale si
ricava la fibra tessile vera e propria.
La pianta del cotone è formata da un arbusto alto circa 40 cm, con
foglie e fiori di colore rosso o giallo. Quando il fiore viene
fecondato perde i petali e in circa 25 giorni al suo posto cresce una
capsula circondata da una foglia chiamata brattea. Quest'ultima è
sostenuta da un calice ed è caratterizzata nella sua estremità
inferiore da una forma tondeggiante, somigliante ad una goccia. Dentro
la capsula sono presenti i semi, da cinque a otto circa, sui quali si
sviluppa la fibra. Raggiunta la maturazione si apre in quattro parti
mostrando il batuffolo di cotone. Dentro la capsula sono presenti i
semi, 5 o 8 circa, sui quale si sviluppa la fibra.
Il nome scientifico del cotone è Gossypium e comprende varie specie
coltivate, sia erbacee che arborescenti, diffuse in un'area vastissima
che raggiunge il quarantesimo grado di latitudine dalle due parti
dell'equatore.
E’ quindi una pianta che necessita di un clima molto caldo, di molta
acqua durante il suo sviluppo e di un clima asciutto nel periodo della
maturazione dei frutti e della raccolta.
A seconda delle zone, viene seminato in un periodo che va da metà
marzo a metà aprile. Giunge a fioritura dopo circa due o tre mesi
quando il fiore appassisce e compare il bioccolo bianco e peloso.
La raccolta è prevista entro 10 giorni circa dall'apertura della
capsula e può essere fatta a mano o con l'utilizzo di macchinari.
Quella manuale è sicuramente la più costosa ma è quella che allo
stesso tempo garantisce un prodotto di qualità elevata. Si effettua,
infatti, una prima selezione privilegiando solamente le fibre ben
mature ed eliminando i corpi estranei: frammenti di foglie, capsule,
steli, ecc. raggiungendo quindi i migliori risultati. Il raccolto, a
questo punto, viene depositato in magazzini di conservazione e
sottoposto ad un essiccamento naturale (esposizione all'aria) o
artificiale (avviene in appositi seccatoi). In questo modo si evita
l'autocombustione del prodotto per fermentazione.
Si prosegue con la sgranatura (procedimento che si effettua per
eliminare la fibra dal seme per mezzo di macchine dette sgranatrici),
imballaggio e spedizione.
Il cotone grezzo è quindi costituito sia dalla fibra che dal seme:
risulta diviso nello strato peloso che ricopre il tegumento esterno
dopo l'eliminazione della fibra tessile (utilizzato per la produzione
di cotone idrofilo) e nel seme vero e proprio che, essendo ricco di
olio, viene usato per la produzione di margarine o destinato alle
industrie dei saponi.
Le fibre del cotone sono costituite da lunghi polimeri di cellulosa
dello stesso tipo di quelli che si trovano nella polpa del legno. Il
cotone però si differenzia da questi grazie al fatto che le sue catene
molecolari sono più lunghe e con un più alto grado di cristallinità.
Catene più lunghe e maggiore cristallinità significano una forza
superiore e migliori proprietà fisiche e chimiche.
Al microscopio la fibra appare a forma di nastro, con circonvoluzioni
a spirale e risulta costituita, in sezione dall'esterno, da:
- CUTICOLA, membrana molto sottile di natura non cellulosica
(cere, proteine, ecc.);
- PARETE PRIMARIA, fibre molto fine che si intersecano tra loro;
- PARETE SECONDARIA, fibre tessili disposte secondo spirali con
angoli diversi rispetto all'asse della fibra;
- LUMEN, parte più interna che contiene sostanze non cellulosiche
e di natura proteica che hanno funzione di condensare gli zuccheri
prodotti dalla fotosintesi in molecole di cellulosa.
La fibra viene classificata secondo caratteristiche che prendono in
considerazione la lunghezza, la finezza, la resistenza,
l'elasticità, il colore, la maturità e la pulizia:
- LUNGHEZZA: è una delle proprietà di maggiore rilievo perché da
questa dipende la grossezza, cioè il ‘titolo’ del filato. Quanto
maggiore è la lunghezza delle fibre tanto più è pregiato il filato
che si può ottenere;
- FINEZZA: è in stretta relazione con la lunghezza ed è sempre una
caratteristica molto importante; da questa dipende il numero di
fibre contenuto nella sezione del filato e quindi la resistenza del
filato stesso. Quest'ultima a sua volta dipende dalla finezza e
dalla maturazione delle fibre;
- ELASTICITA’: dipende dal grado di maturazione della fibra e dal
grado di umidità che contiene. Una fibra è definita elastica quando
sottoposta ad una debole tensione si allunga senza rompersi e,
cessata la tensione, riprende l'originaria lunghezza;
- COLORE: non si tratta solo di quanto possa essere bianca una
fibra ma anche di quanto risulti brillante e di come il suo colore
sia uniforme;
- MATURITA’: la maturità di un cotone può essere verificata
stringendo nella mano una massa di fibre. I cotoni immaturi
mantengono per molto tempo le pieghe create con la compressione
della mano. Per essere matura, inoltre, una fibra deve presentare al
microscopio certe caratteristiche come torsioni naturali e
ripiegamenti ai bordi (cotoni fino medi), striature longitudinali
(per i cotoni grossi) e la completa formazione della parete
secondaria;
- PULIZIA: è la caratteristica che ci interessa maggiormente
perché è quella da cui dipende il valore commerciale del cotone. Si
intende l'assenza di corpi estranei, impurità, frammenti di foglie,
terra, ecc.
La fibra di cotone venne utilizzata sin dai tempi molto antichi,
addirittura preistorici, quando gli uomini scoprirono la possibilità
di ritorcere i suoi filamenti per farne lacci, reti, ecc. Anche la
filatura e la tessitura hanno allo stesso tempo origini molto antiche:
giunsero però sulla scena mondiale molto tempo dopo, almeno duemila
anni prima dell'era cristiana.
Sono dei reperti archeologici, rinvenuti nell'America Centrale,
Meridionale, nell'Egitto, in Africa e in India, a dimostrare che in
questi luoghi, per primi, si sia sviluppata la coltivazione della
pianta.
La coltivazione del cotone ebbe origine contemporaneamente sia in Asia
che in America ed India. All'epoca greca il cotone fece la sua
comparsa in Europa importato dall'India, dall’Egitto e dalla Cina,
ancora prima della scoperta del Nuovo Mondo.
I mercanti levantini e poi gli Arabi diedero inizio, in epoca
precristiana, ai traffici di manufatti di cotone. Nel frattempo il suo
uso e la sua coltivazione si erano diffusi in molti paesi mediterranei
ed africani.
In Egitto si affermò per le sue qualità sin dai tempi antichi, mentre
i Fenici lo coltivarono in Sicilia, gli Arabi in Spagna (fin dal
Medioevo) e via via in tutto il mondo la fibra si prestò a diverse
applicazioni. Per secoli fu considerato una fibra di lusso, riservata
a pochi, perché veniva lavorata manualmente ed il suo impiego di
conseguenza era destinato solo a determinati usi.
In America l'industria del cotone assunse sviluppo dalla fine del
Settecento mentre, in Europa, da fine Seicento. La produzione su vasta
scala di tela di cotone trovò largo impiego nei tendaggi e sostituì
via via i tessuti stampati provenienti dall'India.
E’ verso la fine del XVIII secolo comunque che il cotone inizia ad
affermarsi negli usi più disparati grazie all'invenzione delle
macchine per la filatura.
Per le sue condizioni climatiche l'Europa ne produce poco. Sono invece
gli Stati Uniti, a fornire un terzo della produzione mondiale.
La coltura del cotone si sviluppò negli Stati del sud grazie al clima
favorevole e all'abbondanza della manodopera negra. Nonostante la
crisi della Guerra di Secessione e quella dovuta al BOL WEEVIL (peste
del cotone) alla fine del XIX secolo le superfici coltivate
continuarono ad accrescersi.
L’America, il Messico e il Brasile sono produttori notevoli così come
ne troviamo in Asia: da una parte l’URSS grazie alle piantagioni
dell'Asia centrale, dall'altra i produttori tradizionali (Cina, India,
Pakistan).
Il mercato mondiale è tuttora dominato dagli Stati Uniti, dall'India e
dall'Egitto che sono ancora i principali esportatori.
La denominazione ed il valore della fibra sono dati dal luogo di
provenienza e ognuna ha una precisa nomenclatura per ciascuna varietà.
Nel mondo del commercio il cotone viene sottoposto a tale
classificazione:
- COTONE SEA ISLAND (America Settentrionale) che ha una fibra
setosa e proprio per questo è ritenuto quello di qualità più
elevata. E’ utilizzato per lavorazioni raffinate. La lunghezza della
fibra varia da cm 3,8 a 6,3 ed ha un colore bianco;
- COTONE EGIZIANO noto con il nome di makò, è caratterizzato da un
colore molto bianco. La lunghezza della sua fibra va da cm 3,1 a
3,8;
- COTONE AMERICANO ‘upland’ è a fibra corta (cm 1,9 a 2,5). Prende
il nome a seconda della provenienza (Texas, Mississipi, ecc.);
- COTONI INDIANI ‘Madras’,’Surat’ hanno fibre ancora più corte e
sono il più delle volte di qualità scadente. Tranne i tipi migliori,
utilizzati per filati grossi, non sono impiegati in filatura.
Essendo una fibra di origine vegetale è molto
resistente alla bollitura ed alla stiratura. Ha un'alta capacità di
assorbire l'umidità, è un buon conduttore e favorisce la dispersione
del calore corporeo.
Tra i suoi difetti troviamo la scarsa elasticità, un alto grado di
restringibilità e una certa sgualcibilità. Si differenzia dalle altre
fibre perché la sua tenacità aumenta con l’umidità e si degrada solo a
temperature molto alte (superiori a 150°), non perde elasticità a
basse temperature.
Può essere lavato a mano o in lavatrice, senza problemi, in quanto
allo stato umido aumenta la sua resistenza. La temperatura può essere
elevata (90°) ed i detergenti possono essere basici (i più forti).
Occorre però evitare l'asciugatura diretta alla luce del sole in
quanto la fibra tende ad ingiallire.
Il cotone trattato a freddo in una soluzione del 15-20% di soda
caustica acquista lucentezza e resistenza superiore, si tinge meglio
ed è più stabile nelle dimensioni. Il cotone così trattato è noto con
il nome di mercerizzato e rispetto al cotone normale è elastico. La
mercerizzazione effettuata a bassa temperatura (10°) trasforma il
filato ottenendo capi di mano migliore, con maggiore lucentezza e
igroscopicità e affinità tintoriale.
Prima della mercerizzazione il cotone viene gasato per eliminare la
peluria di superficie. Il filo viene quindi passato a velocità
sostenuta all'interno di una fiammella.
Trattandolo con l'ammoniaca si ottengono risultati simili alla
mercerizzazione con minor spesa e danno ecologico.
Trattando invece il cotone con acqua e vapore in apposite macchine si
ottiene la sanforizzazione che altro non è che una stabilizzazione
delle dimensioni mediante trattamento con vapore, pressatura e
asciugatura.
Nelle macchine per sanforizzare il tessuto è obbligato a seguire
l'allargamento e successivamente la contrazione superficiale di un
feltro senza fine avvolto su un tamburo così da ottenere il
restringimento della trama e l'accorciamento nel senso dell'ordito.
Il Filo di Scozia si distingue invece dagli altri cotoni per
robustezza, brillantezza, tenacità e ancora per la lunghezza della
fibra. Si ricava dal cotone egiziano e quindi da una materia di prima
categoria, il miglior filo a fibra lunga, il quale è sottoposto ad un
rigoroso trattamento che consta di 5 fasi:
- pettinato: operazione che tende ad eliminare le fibre più corte
e deboli;
- ritorto e doppiato: unito in due fili di qualità identica. La
ritorcitura dona alla fibra una robustezza doppia rispetto al filato
di origine;
- gasato: fatto scorrere sulla fiammella per togliere le fibre
sporgenti ed acquistare omogeneità, levigatezza e brillantezza;
- mercerizzato in matassa: immerso in un bagno speciale con le
fibre in tensione. In questo modo il filato assorbe la traspirazione
naturale e si asciuga facilmente lasciando sulla pelle una
sensazione di freschezza;
- tinto.
Un filato unico per le caratteristiche di
morbidezza, irrestringibilità, brillantezza e comfort sulla pelle che
deriva dalla sua capacità di assorbire e disperdere la traspirazione
naturale del corpo.
A partire dagli anni ‘60 sul commercio troviamo una fibra prodotta
dalla polpa di legno degli alberi: il modal. Parliamo di una varietà
del ryon, fibra artificiale rigenerata dalla cellulosa che si sta
sempre più affermando nel mondo del commercio. I tessuti fatti di
modal non si sfibrano, ristringono e scoloriscono meno del cotone.
Sono lisci, morbidi e stirabili come il puro cotone.
Il cotone idrofilo o lana di cotone è invece un tipo di cotone
sottoposto a cardatura ed a procedimenti chimici come il candeggio,
che eliminano dalle fibre le sue sostanze resinose e grasse,
rendendolo atto all'assorbimento dell’acqua.
Spesso nell'abbigliamento il cotone viene unito ad un altro materiale,
il tactel, costituito da microfibra ad alta densità, elastica e
sottile, che dona al tessuto molte caratteristiche:
estremamente piacevole al tatto, morbido e dai colori brillanti;
- è soffice sulla pelle e traspirante;
- si asciuga velocemente e può essere lavato in lavatrice;
- resistente all'acqua è ideale per lo sport.
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