| |
I tessuti possono essere suddivisi in due categorie: i tessuti
naturali, che comprendono quegli animali, vegetali e minerali, e i
tessuti prodotti dall'uomo che si dividono in tessuti sintetici ed
artificiali.
I tessuti sintetici sono ottenuti attraverso la sintesi di sostanze
chimiche derivate dal petrolio. Di questi tessuti va parte l'acrilico.
Questo termine è utilizzato per indicare le fibre sintetiche prodotte
da acrilonitrile, che è il componente principale.
Tra i tessuti sintetici l'acrilico è il più simile alla lana e il suo
impiego è molto vario, si va dall'abbigliamento all'arredamento
passando per tessuti speciali protettivi.
La loro realizzazione è stata possibile grazie agli studi del chimico
tedesco H. Rein e degli americani Houtz e Latham i quali, poco prima
della seconda guerra mondiale, scoprirono indipendentemente in
Germania e in America la possibilità di sciogliere il polimero e di
filarlo per estrinsione.
Dopo la seconda guerra mondiale gli americani portarono avanti gli
studi che si concretizzarono nel 1948 quando la ditta Du Pont iniziò
la produzione industriale dell’orlon.
La produzione d'acrilico per uso tessile fu importata in Italia dalla
Edison con lo stabilimento Acsa di Porto Marghera.
Fu la stessa ditta che nel 1959 introdusse in Italia il leacril, anche
essa fibra sintetica.
La sua produzione fu quasi esclusivamente di fiocco. Con questo
termine si indicano tutte le fibre artificiali e sintetiche che
vengono tagliate e poi filate da sole o in mischia con lana e cotone.
Le loro particolari caratteristiche chimiche e fisiche permettono di
produrre manufatti lanosi impiegati nella maglieria sia esterna che
intima e nelle pellicce sintetiche. Vengono utilizzate anche per la
produzione di tendaggi d'arredamento.
Il tessuto acrilico può essere lavato in lavatrice a basse temperature
con la riduzione della centrifuga. Gli articoli a maglia devono essere
fatti asciugare, appoggiati orizzontalmente e stirati a basse
temperature.
Esistono altre fibre sintetiche che sono i poliesteri, ottenuti dalla
polimerizzazione a stadi tramite la condensazione. Sono particolari
tessuti che al tatto risultano meno naturali della controparte fibrosa
e quindi vengono trattati con il cotone. Sono combustibili e alla
fiamma si riducono fino ad estinguersi.
I fili che compongono i poliesteri oltre ad un'ottima tenacità e
resilienza hanno un'ottima resistenza all'abrasione, alle pieghe e al
calore nonché una minima ripresa dell'umidità. Può essere usato puro o
con altre fibre.
Le fibre che lo compongono sono macromolecole che consentono la
proprietà
lava-indossa: si lavano facile e si indossano senza stirare. Altre
caratteristiche sono l’irrestringibilità, la leggerezza ed il comfort.
Troviamo poi la lycra-elastan, tessuto realizzato grazie alla
lavorazione di fibra elastomerica, la prima fibra realizzata.
Caratteristica principale è l'elasticità, si può associare ad altre
fibre e non sopporta le alte temperature.
Molto diffuso nei giorni d'oggi è la microfibra, un prodotto molto
leggero, d'alta tecnologia adatto per proteggersi dagli agenti
atmosferici.
Nonostante una membrana microporosa ed una trama fitta questi tessuti
hanno un'ottima traspirazione. Per la manutenzione del capo attenersi
alle indicazioni dell'etichetta.
Esistono inoltre i polimeri che sono stati scoperti da molto tempo in
quanto la terra stessa era basata su tre polimeri: DNA, RNA e
PROTEINE.
Il primissimo polimero sintetico è stato il cuoio, polimero naturale
modificato. Alcuni polimeri sintetici sono derivati dalla cellulosa
che fatta reagire con il nitrato dà vita al nitrato di cellulosa. Le
sue fibre sono molto brillanti e possono produrre abiti molto lucidi e
sono quindi considerate un possibile sostituto della seta, che dal
punto di vista economico è molto costosa.
Dalla modifica di un polimero naturale come la cellulosa si ottiene il
rayon, materiale che in origine era molto infiammabile e quindi venne
sostituito velocemente dall’accettato di cellulosa. Questo materiale
viene utilizzato per la produzione di abiti e delle camicie hawaiane. |